Taglio del cuneo fiscale: di quanto aumentano gli stipendi degli italiani?

Questa manovra aumenterà il netto in busta paga delle retribuzioni medio-basse.

Il decreto legge per il taglio del cuneo fiscale

Il consiglio dei ministri, negli ultimi giorni, ha approvato il decreto legge per il taglio del cuneo fiscale, definito come il più importante degli ultimi decenni dal presidente Giorgia Meloni.

Ma partiamo con ordine, che cos’è il cuneo fiscale? Cosa cambierà in Italia?

Cuneo fiscale: che cos’è

Il cuneo fiscale è la differenza tra il costo del lavoro per l’impresa e il reddito netto del lavoratore. In poche parole, rappresenta il prelievo fiscale che incide sulle retribuzioni dei dipendenti, a cui va aggiunto il costo dei contributi sociali a carico delle imprese.

Il taglio del cuneo fiscale è un’azione di politica economica che cerca di diminuire questa differenza per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori.

Cuneo fiscale: la storia

Il cuneo fiscale è stato introdotto in Italia negli anni ’80 come strumento di tassazione sui salari per finanziare la spesa pubblica. Nelle prime fasi, era piuttosto basso, ma negli anni ’90 cominciò ad aumentare diventando un problema serio per l’economia del nostro Paese.

Questo, ha ovviamente portato alla diminuzione della competitività delle imprese e a un aumento della disoccupazione, soprattutto tra i giovani.

Negli anni 2000 sono arrivate molte proposte di riduzione del cuneo fiscale, ma solo a partire dal 2015 si è messo in pratica quanto promesso con la cosiddetta “Legge di stabilità”, dove il governo italiano ha introdotto un primo taglio del cuneo fiscale.

Negli anni successivi, il cuneo fiscale è stato oggetto di molti dibattiti e iniziative da parte dei governi, che hanno cercato di diminuirlo per sostenere l’occupazione e sostenere la crescita economica.
L’ultimo intervento in tal senso è stato l’approvazione del taglio del cuneo fiscale nel decreto legge del maggio 2023, che spiegheremo di seguito.

Cosa succede agli stipendi degli italiani?

Il taglio del cuneo fiscale di cui abbiamo parlato fino ad ora, in vigore dal 1 luglio 2023 al 30 novembre 2023, vedrà l’esonero crescere da due a sei punti percentuali per i redditi fino a 35mila euro e a sette punti percentuali per i redditi fino a 25mila euro, con un aumento in busta paga da 80 a 100 euro al mese in media.

Il taglio del cuneo fiscale sarà di 4 punti percentuali per le retribuzioni fino a 35mila euro lordi, sommati ai già annunciati 3 punti percentuali per le retribuzioni fino a 25 mila euro lordi e di due punti percentuali per quelle tra 25 e 35mila euro, disposti per il 2023 con la legge di Bilancio approvata lo scorso dicembre.

Il governo ha previsto una spesa di 4 miliardi per il taglio del cuneo fiscale nella seconda parte del 2023 e, secondo quanto ipotizzato, per ripetere nuovamente la manovra nel 2024, la spesa totale dovrebbe essere di 10 miliardi.

Il governo sta lavorando per prolungare il taglio del cuneo fiscale fino alla fine del 2023 e rendere strutturale questo intervento.
Nel frattempo, il tetto dei fringe benefit detassati per i lavoratori dipendenti con figli a carico salirà a 3mila euro, almeno secondo quanto si può leggere nella bozza del decreto legge presentato ai sindacati, che sarà portato in consiglio dei ministri prossimamente.

Limitatamente al periodo d’imposta 2023, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti con figli a carico, nonché le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, non contribuiscono a formare il reddito entro il limite complessivo di euro 3.000.

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