Silvio Berlusconi e il suo impero: un patrimonio da 7,1 miliardi

Fininvest, Mediolanum, Mondadori e non solo, tutto quello che c’è da sapere sull’eredità lasciata dell’ex Premier.

Nella giornata di lunedì 12 giugno, l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è venuto a mancare all’ospedale San Raffaele.

L’imprenditore era ricoverato da venerdì 9 giugno per accertamenti programmati relativi alla leucemia mielomonocitica cronica.

L’ex Premier lascia così alla sua famiglia un patrimonio stimato di circa 7,1 miliardi di dollari, somma che tiene conto delle imbarcazioni di lusso, delle residenze di cui era proprietario e delle aziende da lui gestite.

Ma da cosa è composta la maggior parte del suo tesoro e quale sarà, nel dettaglio, l’eredità che lascerà ai propri cari?

Silvio Berlusconi-Fininvest: il patrimonio

Cominciamo col dire che secondo la lista pubblicata dalla rivista americana “Forbes“, Silvio Berlusconi occupa la posizione di 352° uomo più ricco del mondo e il terzo posto in Italia, dopo Giovanni Ferrero e Giorgio Armani.

Come detto in precedenza, l’ex Presidente del Consiglio lascia un patrimonio stimato di circa 7,1 miliardi. La maggior parte della sua ricchezza deriva da Fininvest, holding di uno dei maggiori gruppi di comunicazione a livello internazionale fondato proprio da Berlusconi e di cui era socio di maggioranza (61,21%).
Le società sotto il controllo di questa holding operano in diversi settori, coprendo una vasta gamma di industrie. Questi includono la radiotelevisione, l’editoria, l’immobiliare, i servizi finanziari, il cinema e lo sport.

Ma quali sono le principali aziende controllate da Fininvest? Le 3 M

  1. MFE – MediaForEurope 49,7% (azionista di maggioranza), quotata in Borsa
  2. Arnoldo Mondadori Editore 53,5% (azionista di maggioranza), quotata in Borsa
  3. Banca Mediolanum 30%, quotata in Borsa

La quota di Fininvest in MFE, che rappresenta il 49,7% dei diritti di voto (escluse le azioni di risparmio), ha un valore approssimativo di 620 milioni di euro ai prezzi attuali di Borsa. L’imprenditore deteneva questa partecipazione attraverso quattro holding personali, con un patrimonio netto totale di circa 410 milioni di euro. Il resto del capitale è posseduto dai figli di Silvio Berlusconi: Barbara, Eleonora, Luigi, Marina e Pier Silvio.

Mediolanum, l’asset di maggior valore dell’ex Premier

Al contrario di quanto si pensa, però, l’asset più pregiato per Berlusconi, negli ultimi anni, è stato Mediolanum, banca diretta nata dagli sforzi di Ennio Doris e proprio dell’ex Premier, che offre servizi bancari, di investimento, assicurativi e del credito, di cui Fininvest detiene il 30,12% delle quote.

Attualmente, questa società ha una capitalizzazione di mercato di 6,1 miliardi di euro, e la quota di Fininvest vale 1,83 miliardi di euro, cioè due terzi del valore complessivo del portafoglio delle partecipazioni quotate di Fininvest.

Grazie alla crescita costante del valore di Mediolanum, la holding può ora vantare un guadagno virtuale di poco più di 1,7 miliardi di euro, visto che la sua partecipazione in Mediolanum ha un valore di carico di soli 116 milioni di euro.

Per questo motivo, Fininvest ha presentato presso la Corte di giustizia europea contro la decisione degli organismi di regolamentazione bancaria di diminuire la quota di Fininvest dal 30% attuale al 9,99%: Mediolanum è troppo importante per la holding.

Mondadori o Mediaset, qual è l’anello debole?

Mondadori, gruppo editoriale italiano controllato dal Gruppo Fininvest (la quota Fininvest del 53,3% vale poco più di 271 milioni), leader indiscusso dell’editoria libraria del Paese, dopo una lunga faida con la famiglia De Benedetti, è diventato un asset molto importante per la famiglia Berlusconi.

Basti pensare che per la fine del 2023, ci si aspetta un miliardo di ricavi, dopo che il 2022 si è chiuso con 903 milioni di fatturato con una crescita a doppia cifra sul 2021.

Mondadori oggi produce un utile netto oltre il 5% dei ricavi e il titolo in borsa capitalizza oltre 512 milioni di euro.

L’anello debole invece oggi, sembra essere Mediaset, o meglio, Media For Europe (MFE). Sì, perché nel 2019 i Consigli di amministrazione di Mediaset Italia e Mediaset España hanno approvato la fusione in una nuova holding internazionale, MFE, che purtroppo oggi è solo l’ombra di quella che fu Mediaset negli anni ’90.

Oggi tutta Media For Europe, vale in Borsa poco meno di 1,5 miliardi, mentre nel1999 era arrivata a capitalizzare ben 18 miliardi di euro.
Questo lento calo, sempre più evidente negli ultimi anni, è dovuto all’espansione di Netflix, Disney, Paramount, ecc.

Per la holding, quindi, comincia a farsi sempre più dura, visto che MFE è oggi a bilancio nella finanziaria per un valore di carico di 1 miliardo, mentre in borsa la quota di Fininvest vale oggi poco più di 700 milioni.

Proprietà di lusso nel settore immobiliare e dei trasporti

Silvio Berlusconi negli anni ha investito molto nel settore immobiliare, comprando molte proprietà di lusso.

Oltre alla storica residenza ad Arcore, la villa settecentesca di Villa San Martino, molto conosciuta perché utilizzata per tutti gli incontri più importanti, dove Berlusconi sarà sepolto nel mausoleo personale appositamente costruito nel parco, l’ex Premier ha mantenuto la proprietà di sette immobili a Milano e otto immobili nella provincia di Lecco.

Oltre a questi, l’ex Presidente del Consiglio possiede anche dieci immobili a Novara, tra cui Villa Campari a Lesa sul Lago Maggiore, una villa a Lampedusa, un’abitazione con solo due stanze a Trieste e Villa Comalcione sul Lago di Como, acquistata dall’amico Marcello Dell’Utri per 21 milioni di euro.

Inoltre, Berlusconi possiede due grandi proprietà immobiliari ad Antigua, nelle Isole Caraibiche, oggetto, in passato di un episodio di “Report”.

Oltre alle ville appena nominate, non si possono non citare la sua dimora romana di Palazzo Grazioli e Villa Certosa in Costa Smeralda, Sardegna.

Per quanto riguarda le automobili, Silvio Berlusconi non aveva una grande passione, spesso girava in veicoli blindati e di rappresentanza (unica proprietà Audi A6 del 2016) ma è noto il suo affetto per le barche, tanto che nel suo patrimonio si possono trovare tre imbarcazioni extra lusso: la “San Maurizio”, il “Magnum 70” e la barca a vela “Principessa vai via”.

Quali sono stati i maggiori investimenti di Berlusconi?

Dopo aver analizzato da cosa è composto il suo patrimonio, può essere molto interessante capire quali sono stati i più grandi investimenti fatti nella sua vita.

  • 1962 Edilnord sas: apre un cantiere a Brugherio per costruire una città da 4000 abitanti;
  • 1961 La Cantieri riuniti srl: fonda quest’azienda di costruzioni operante nel settore pubblico, privato e nelle realizzazioni immobiliari proprie insieme a Pietro Canali e compra per 190 milioni di lire un terreno in via Alciati a Milano;
  • 1968 Milano 2: crea il suo primo progetto di «città giardino» a Segrate, dove sta sorgendo anche l’ospedale San Raffaele, fondando un quartiere residenziale;
  • 1976 Telemilano: acquista Telemilano, una tv via capo della zona residenziale Milano 2;
  • 1978 Canale 5: trasforma Telemilano in Canale 5 che diventa nazionale;
  • 1979 Fininvest: costituisce a Roma una società a responsabilità limitata denominata Fininvest e la fa diventare una società per azioni, trasferendo la sede a Milano e facendole gestire tutte le sue attività;
  • 1982-1984 Italia 1 e Rete 4: acquista Italia 1 e Rete 4, consolidando il duopolio televisivo con la Rai;
  • 1986 AC Milan: diventa proprietario dell’Associazione Calcio Milan, rendendola negli anni una delle società più importanti del mondo;
  • 1990 Mondadori-Einaudi: acquista la maggiorana azionaria di Mondadori, di Einaudi e di tante case editrici minori;
  • 1993 Mediaset: crea Mediaset raggruppando le sue reti televisive;
  • 2018 Monza: acquista tramite la sua holding il Monza sborsando 2,9 milioni di euro, portandolo in appena 4 anni dalla Serie C alla Serie A.
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