Il Flash Crash del 2010: quando un trader fece crollare Wall Street in un minuto

L’uomo fece affondare di quasi 1000 punti l’indice Dow Jones.

Il 6 maggio 2010, i mercati finanziari furono scossi da un evento senza precedenti: il cosiddetto “Flash Crash”. In pochi minuti, il Dow Jones Industrial Average, il più noto indice azionario della borsa di New York, registrò una perdita di quasi 1000 punti, scatenando il panico tra gli investitori e sollevando domande sulla stabilità dei mercati. Dietro questo crollo improvviso c’era un singolo trader: Navinder Singh Sarao.

L’algoritmo che ha scosso i mercati

Navinder Singh Sarao, un trader indipendente che operava dalla sua casa a Londra, utilizzava un algoritmo di trading ad alta frequenza per generare grandi volumi di ordini di vendita di futures sull’indice S&P 500. Questo algoritmo sofisticato gli consentiva di inserire e cancellare ordini a una velocità incredibile, manipolando così il mercato e creando una pressione ribassista sui prezzi.

Il crollo e le sue conseguenze

Il Flash Crash del 2010 ha lasciato un’impronta indelebile sui mercati finanziari globali. Miliardi di capitalizzazione furono polverizzati nel giro di pochi minuti, provocando un terremoto finanziario paragonabile al crollo del 1929. L’evento ha sollevato domande sulla stabilità e la sicurezza dei mercati finanziari, portando le autorità di regolamentazione a rivedere le politiche e le procedure per prevenire eventi simili in futuro. Il Flash Crash ha anche evidenziato il ruolo sempre più importante che giocano gli algoritmi di trading ad alta frequenza nel determinare il comportamento dei mercati finanziari, sollevando preoccupazioni sulla necessità di regolamentare meglio questo settore.

L’arresto e la confessione di Sarao

Le autorità di Wall Street, insieme alla Sec, Scotland Yard e il tribunale di Londra, si mobilitarono contro Sarao, accusandolo di manipolazione di mercato e frode elettronica. Sarao fu arrestato nel 2015 e rilasciato solo dietro il pagamento di una maxi-cauzione pari a 8 milioni di euro, con l’obbligo di non utilizzare Internet e di rimanere a casa dei suoi genitori a Hounslow, vicino a Londra. L’accusa affermava che Sarao avesse interferito sul regolare corso del mercato azionistico manipolando i programmi di compravendita attraverso un sistema noto come “layering” o stratificazione.

Grazie a questo sistema, Sarao avrebbe guadagnato 40 milioni di dollari.

Il suo caso rimane uno dei più noti nella storia dei mercati finanziari, evidenziando il potere e il rischio associati al trading ad alta frequenza.

Le implicazioni a lungo termine

Il Flash Crash del 2010 ha avuto implicazioni durature sui mercati finanziari e sulla regolamentazione. Ha spinto i regolatori a rivedere e rafforzare le misure di sicurezza per prevenire eventi simili in futuro. Inoltre, ha aumentato l’attenzione sul trading ad alta frequenza e sull’uso di algoritmi, portando a un dibattito più ampio sulla necessità di regolamentare questi aspetti del mercato finanziario.

Flash Crash: alcuni esempi

Ci sono altri casi simili al Flash Crash del 2010, sebbene non necessariamente con le stesse proporzioni o conseguenze. Ecco alcuni esempi:

  1. Knight Capital Group: nel 2012, Knight Capital Group, una società di trading ad alta frequenza, ha subito una perdita di circa 440 milioni di dollari a causa di un errore software che ha causato una serie di transazioni errate sul mercato azionario. L’incidente ha messo a rischio l’esistenza stessa della società e ha sollevato interrogativi sulla stabilità del sistema di trading ad alta frequenza.
  2. China’s Stock Market Crash 2015: nel 2015, la borsa cinese ha subito un crollo, con l’indice Shanghai Composite che è sceso del 30% in soli tre mesi. Anche se le cause esatte del crollo non sono state completamente comprese, si ritiene che fattori come l’eccessiva speculazione, la manipolazione di mercato e le politiche di regolamentazione inadeguate abbiano contribuito all’evento.
  3. May 6, 2019 Flash Crash: nel 2019, i mercati azionari hanno subito un crollo improvviso e significativo. Anche se le cause esatte dell’evento non sono state completamente chiarite, si ritiene che fattori come l’incertezza geopolitica e la volatilità dei mercati abbiano contribuito al crollo.
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