BTP Valore: cosa sono e come funzionano

Dalle cedole annuali alle strategie di vendita prima della scadenza, tutte le sfaccettature dei BTP.

BTP è un acronimo che potreste aver sentito pronunciare spesso in queste ultime settimane.

Si riferisce a “buono del tesoro poliennale”.

Oggi vediamo come funzionano i BTP e perché se ne parla così tanto in questi giorni.

Indebitamento degli Stati: Necessità e Strumenti Finanziari

Così come le persone e le aziende, anche gli Stati possono indebitarsi e chiedere prestiti al mercato, composto da istituzioni finanziarie e comuni risparmiatori e cittadini, per finanziare le proprie attività.

Per ottenere questo prestito, gli Stati emettono degli strumenti di debito, detti bond, obbligazioni o titoli di stato. L’obbligazione è, in sostanza, un prestito e ha una scadenza predefinita e un tasso di interesse.

Quindi, se investo 1000 euro in un titolo di stato italiano e grazie al suo rendimento, oltre che a sistemi di cedole, ottengo in una scadenza un “importo premio”.

La cifra “premio”, ovvero l’interesse del titolo, può variare da Stato a Stato: alcuni emettono bond ad alto rendimento, altri a più basso rendimento.

Tutto questo dipende dal mercato: quanto più lo Stato deve invogliare gli investitori a investire su di sé, tanto il rendimento sarà alto, seguendo la classica regola della domanda e dell’offerta.

Dinamiche del Mercato e Rendimento dei BTP

Quando vendi un BTP prima della sua scadenza, il prezzo al quale lo cederai sul mercato secondario dipenderà dai tassi di interesse correnti. Se i tassi di interesse aumentassero rispetto al momento in cui hai acquistato il BTP, il suo valore sul mercato potrebbe diminuire. In tal caso, potresti ricevere meno denaro di quanto hai investito inizialmente. Tuttavia, se i tassi sono diminuiti, il tuo BTP potrebbe valere di più sul mercato rispetto al suo valore nominale.

I rendimenti dei vecchi BTP, ovveroquelli emessi in passato, possono variare notevolmente in base ai tassi di interesse attuali e alla data di emissione del titolo. Generalmente, a parità di scadenza (es.  gennaio 2030), il mercato tende a far sì che in un dato momento, il rendimento delle emissioni dello stesso emittente e della stessa tipologia sia lo stesso, a prescindere dal momento in cui il titolo è stato effettivamente emesso. Quello che cambia è il prezzo.

Rischi e Opportunità degli Investimenti in Titoli di Stato

Se prendiamo un titolo emesso quest’anno, con scadenza 2030, il rendimento è all’incirca lo stesso di quello precedente, ma chiaramente, essendo stato emesso in un contesto di tassi differente, in questo caso lo venderei con una perdita minima (-0.9% circa), per il semplice fatto che dal mese di emissione ad oggi, i tassi comunque hanno continuato a muoversi al rialzo.

Quindi oggi, se volessi acquistare un BTP con scadenza 2030, sarei pressoché indifferente ad acquistare uno o l’altro. Mi renderebbero idealmente alla stessa maniera a scadenza.

I fattori che influenzano maggiormente performance nel caso dei BTP sono: rendimento all’emissione del titolo, contesto dei tassi di riferimento attuali e andamento dello spread.

Considerazioni e implicazioni per i cittadini

I titoli di Stato italiani al momento hanno un rendimento abbastanza elevato rispetto ad altri paesi europei. Questo perché l’Italia ha un rapporto debito pubblico su Pil considerato come fattore a maggiore rischio, rispetto ad altri Paesi come la Germania.

Qui entra in gioco il BTP Valore, un titolo di debito emesso dallo Stato che si può acquistare in multipli di 1000 euro che offre delle cedole annuali tra il 4.1 e il 4.5%. Sono tassati al 12.5% e possono essere acquistati tramite il proprio home banking – se abilitati a conto titoli e trading o chiedendo al proprio referente bancario.

Lo Stato, quindi, dovrebbe investire questi soldi in qualcosa che possa generare valore.

Se ci mettiamo nei panni dell’investitore ovviamente più alto è il rendimento meglio è, anche se questo significa, generalmente, che stiamo assumendo un rischio maggiore.

I BTP sono comunque considerati sicuri, rispetto ad altri strumenti finanziari emessi dalle aziende, questo perché è raro che uno Stato faccia default. Ma è già successo e può succedere.

Per questo motivo esistono agenzie di rating che danno delle valutazioni sulla situazione economica e sugli strumenti emessi dagli Stati e dalle aziende.

Ora, l’elemento più interessante, dal punto di vista politico è che per incoraggiare la vendita dei BTP, il Governo ha promosso diverse agevolazioni, tra queste il fatto che possedere dei BTP, fino a una certa soglia, non verrà considerato ai fini del calcolo dell’ISEE e questo è abbastanza rilevante.

Se ci mettiamo nei panni invece del cittadino, possiamo essere contenti che i rendimenti siano più elevati della media?

Non tanto, significa che lo Stato dovrà pagare molti interessi e dovrà essere davvero bravo ed efficace nelle sue politiche pubbliche di investimento e di spesa.

In ogni caso, già oggi, lo Stato italiano paga circa 76 miliardi all’anno di interessi sul debito pubblico. Questi interessi sono destinati a salire.

Come sempre in economia bisogna guardare le dinamiche da tutti i lati per poterle capire e sfruttare.

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