Dichiarazione dei Redditi sulle Criptovalute 2024

L’obbligo di dichiarare le criptovalute nella dichiarazione dei redditi è ormai imprescindibile. Scopri cosa dichiarare e perché è necessario.

Dichiarazione dei Redditi sulle Criptovalute 2024

Con l’aumento della popolarità delle criptovalute e l’introduzione della Legge di Bilancio 2023, l’attenzione del legislatore fiscale italiano si è intensificata su questo settore emergente. Dichiarare le criptovalute nella dichiarazione dei redditi è diventato un tema cruciale per i possessori di criptovalute. Questo articolo esplorerà cosa si deve dichiarare, perché è obbligatorio farlo, gli obblighi fiscali correlati, le tipologie di sanzioni per chi non si conforma, e offrirà un’overview sulla compilazione del Quadro RW  e del Quadro RT per le criptovalute.

Cosa Dichiarare e Perché È Obbligatorio

Quando si tratta di criptovalute, è fondamentale comprendere cosa dev’essere dichiarato nella dichiarazione dei redditi e le ragioni dietro questa obbligatorietà. Le crypto, come Bitcoin, Ethereum e altre, sono considerate beni finanziari a tutti gli effetti dalla legislazione italiana. Pertanto, a partire dal 2024, i possessori di criptovalute devono dichiarare sia il possesso che eventuali guadagni derivanti dalla loro compravendita, quando questi superano i 2.000 euro.

Dichiarare le criptovalute è obbligatorio per vari motivi. Primo, per garantire la trasparenza fiscale e prevenire l’evasione. Le crypto, essendo asset digitali, possono facilmente sfuggire al controllo se non vengono monitorate adeguatamente. Secondo, per assicurare una corretta applicazione delle imposte sui redditi derivanti dalle attività di trading. I guadagni ottenuti dalla vendita di criptovalute sono soggetti a tassazione come redditi diversi, e non dichiararli può portare a gravi conseguenze legali.

Inoltre, la dichiarazione è necessaria anche per il rispetto delle normative antiriciclaggio. Le criptovalute possono essere utilizzate per il riciclaggio di denaro, e dichiararle permette alle autorità di monitorare e prevenire tali attività illecite. Dichiarare il possesso di criptovalute nel Quadro RW del Modello Redditi PF (Persone Fisiche) è dunque non solo un obbligo fiscale, ma anche un dovere civico per contribuire alla lotta contro il crimine finanziario.

Obblighi Fiscali e Tipologie di Sanzioni

I possessori di criptovalute hanno specifici obblighi fiscali che devono rispettare. Oltre a dichiarare il possesso nel Quadro RW, è necessario dichiarare eventuali redditi derivanti dalla compravendita.

Con l’introduzione della legge n. 197 del 27 dicembre 2022, è stato introdotto l’obbligo di pagamento dell’imposta di bollo anche per chi possiede criptovalute.

Infine, i guadagni ottenuti dalla vendita di criptovalute sono tassati come redditi diversi, con un’aliquota pari al 26%. Questa tassazione si applica sui profitti superiori a 2000€ nell’anno di riferimento.

Ma quali tipi di sanzioni ci sono per chi non dichiara e salda correttamente le aliquote legate al possesso e alla compravendita di criptovalute? 2, quella penale e quelle amministrative.

  1. Penale: chi non presenta una dichiarazione fiscale relativa alle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, con un’imposta evasa che supera i 50.000 euro per ciascuna delle imposte, è soggetto a reclusione da due a cinque anni.
  2. Amministrative: possono includere le sanzioni pecuniarie, checonsistono nel pagamento di somme di denaro e le sanzioni interdittive, cheprevedono il divieto di compiere determinate attività.

Le sanzioni pecuniarie vengono aggiunte alle eventuali imposte non pagate e agli interessi dovuti a causa della dichiarazione omessa. Inoltre, la mancata dichiarazione può comportare un significativo allungamento dei termini di prescrizione per gli accertamenti fiscali, che di norma sono 5 e possono arrivare fino a 10.

Le sanzioni per la mancata dichiarazione delle criptovalute possono essere molto severe. Se non si dichiara il possesso di criptovalute, si rischia una sanzione che va dal 3% al 15% del valore non dichiarato, che può aumentare al 6%-30% se le criptovalute sono detenute in paesi black list. Inoltre, non dichiarare i redditi derivanti dalla compravendita di criptovalute può comportare una sanzione dal 90% al 180% dell’imposta non versata. In alcuni casi, potrebbe anche esserci il rischio di accertamenti fiscali e ulteriori verifiche da parte delle autorità.

Preparazione dei Dati e Compilazione del Quadro RW

Prepararsi per la dichiarazione fiscale delle criptovalute richiede una raccolta accurata dei dati. È importante conservare tutte le transazioni effettuate, inclusi gli acquisti, le vendite, e i trasferimenti di criptovalute. Senza report dettagliati forniti dagli exchange, gli investitori devono tenere traccia manualmente di tutte le operazioni, utilizzando strumenti come fogli di calcolo o software di gestione delle criptovalute. Questi dati sono essenziali per calcolare i guadagni o le perdite eper determinare la giacenza media annuale delle criptovalute.

Ad esempio, Tinaba ha realizzato un Report Fiscale Crypto Evoluto che non solo riporta i dettagli dell’attività, ma fornisce una guida personalizzata passo-passo alla compilazione sulla base della propria posizione fiscale.

La compilazione del Quadro RW può sembrare complessa, per questo è sempre bene affidarsi al proprio commercialista o a un professionista per eseguirla.

La finalità di questa dichiarazione è effettuare il calcolo dell’imposta di bollo sulle cripto-attività per l’anno fiscale vigente, un obbligo che riguarda tutti coloro che possiedono criptovalute.

La base imponibile per l’imposta di bollo è pari allo 0,2% del valore delle cripto-attività detenute al termine di ciascun anno solare e deve essere versata annualmente, con scadenza entro il mese di giugno.

Qualora, come nel caso di Tinaba, l’exchange si occupi di saldare in automatico l’imposta di bollo per conto del cliente, il Quadro RW assume esclusivo valore di monitoraggio.

Dopo aver compilato il Quadro RW, è necessario verificare che tutte le informazioni siano corrette e complete. Errori o omissioni possono portare a sanzioni e complicazioni con le autorità fiscali. Infine, presentare la dichiarazione dei redditi entro la scadenza prevista per evitare ulteriori penalità.

Compilazione del Quadro RT: come funziona

Dal 1° gennaio 2023, sono state apportate importanti modifiche alla modalità di dichiarazione delle cripto-attività nel Quadro RT della dichiarazione dei redditi. Queste nuove disposizioni, introdotte dall’Agenzia delle Entrate, hanno l’obiettivo di semplificare e rendere più trasparente la dichiarazione delle plusvalenze derivanti dalla compravendita di crypto.

Con l’anno fiscale 2023, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto una novità significativa: sezioni dedicate specificamente alle cripto-attività. Le plusvalenze devono essere riportate in euro nel Quadro RT, e l’imposta del 26% si applica solo se i guadagni superano i 2.000 euro nell’anno fiscale.

È importante notare che, sebbene la circolare indichi che le plusvalenze siano tassabili solo per l’importo che eccede la franchigia di 2.000 euro, le specifiche tecniche fornite dall’Agenzia delle Entrate interpretano questa franchigia come una soglia. Quindi, se questa soglia viene superata, l’aliquota del 26% si applicherà all’intero importo della plusvalenza.

Se durante l’anno hai registrato solo minusvalenze, ossia perdite, non sei obbligato a dichiararle a fini fiscali. Tuttavia, potrebbe essere vantaggioso indicarle comunque nel Quadro RT del modello Redditi PF. Questo perché le minusvalenze non compensate possono essere utilizzate nei quattro anni successivi per ridurre le tasse su eventuali guadagni futuri.

Ricordiamo che dichiarare correttamente le criptovalute è essenziale per essere conformi alle normative fiscali italiane.

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